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Impianti anticendio
16/11/2015
Il 18 novembre 2015 entra in vigore il "Codice di Prevenzione Incendi"

ell’ambiente si dice impropriamente il “nuovo” Codice… in realtà si tratta del “primo” Codice di Prevenzione Incendi.

Frutto della intensa attività legislativa in materia di prevenzione incendi, che è passata attraverso il nuovo regolamento di prevenzione incendio DPR 151/2011.

Grandi novità, soprattutto sui temi della semplificazione amministrativa e normativa, sottolineando ripetutamente i principi di ragionevolezza, economicità e proporzionalità, in sintonia con i principi comunitari di riduzione degli oneri burocratici e di qualità della regolamentazione quali fattori chiave per la competitività e lo sviluppo economico comunitario.
L’impostazione pragmatica ed orientata al risultato che caratterizza la missione del Corpo Nazionale, ha consentito ai Vigili del fuoco di cogliere le aspettative del mondo imprenditoriale e professionale, tramutando vincoli e limitazioni in opportunità di razionalizzazione e semplificazione.

L’innovazione e il progresso tecnologico offrono inoltre nuove soluzioni impiantistiche e materiali più performanti, anche il processo di armonizzazione dei precetti tecnici negli Stati membri favorisce il confronto e l’aggiornamento delle norme nazionali, sia attraverso l’introduzione di un unico testo organico e sistematico di disposizioni applicabili ad attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, sia mediante l’utilizzo di un nuovo approccio metodologico, più aderente al progresso tecnologico e agli standard internazionali.
Il prodotto finale è una “regola tecnica orizzontale”, che costituisce un vero e proprio codice dei principi e delle moderne tecniche di prevenzione incendi, e che tende ad aggiornare il tradizionale sistema prescrit- tivo, introducendo maggiore flessibilità e dando nuovo impulso all’analisi prestazionale.

La regola, infatti, propone soluzioni conformi, ossia quelle che definiscono i livelli antincendio minimi richiesti ma, al contempo, ammette ipotesi alternative. Questa flessibilità consente al progettista di individuare la strategia più adeguata alle esigenze di una specifica attività, tenuto conto del relativo livello di rischio, anche in riferimento alla tipologia di occupanti. Finalmente l’Italia si allinea al panorama normativo ed ai principi internazionalmente riconosciuti: semplicità, modularità, flessibilità, standardizzazione ed integrazione, oltre all’inclusione delle persone che frequentano le attività, sono considerate parte integrante della progettazione della sicurezza antincendio.
Particolarmente innovativa è la metodologia introdotta per la valutazione del rischio di incendio di un’attività, basata sull’analisi dei tre fattori fondamentali cui è preposta la prevenzione incendi relativi 1) alla sal- vaguardia della vita umana 2) alla tutela dei beni 3) alla tutela dell’ambiente.
Il nuovo codice è ispirato, dunque, ad un cambiamento epocale, culturale e non soltanto tecnico, che esige di essere accompagnato da un attento monitoraggio durante la prima e delicata fase di applicazione in cui resterà affiancato alle disposizioni esistenti.


Tratto da una presentazione del Dott. Ing. Gioacchino Giomi
Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco

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